sabato 1 dicembre 2007

Morire democristiani


Bruno Tabacci, un paio di settimane fa, lo ha detto chiaro chiaro. Lui per il 2009 immagina un partito di cui faranno parte il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, l'ex segretario della Cisl, Savino Pezzotta, il numero uno di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, e quello dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. Niente spazi, invece, per Clemente Mastella e, forse, per Totò Cuffaro.

La macchina si è già messa in moto. Mentre Walter Veltroni conduce la sua girandola d'incontri con i vertici dell'ex Casa delle Libertà per arrivare a reintrodurre un sistema elettorale proporzionale, quelli della "cosa bianca" si vedono i gran segreto e discutono del loro futuro. Che non è difficile immaginare vincente. Senza il 50 per cento dei consensi non si governa. E, per ottenerli, a Veltroni (o a Berlusconi) i voti degli uomini del centro saranno indispensabili. Insomma i Tabacci boys a Palazzo Chigi ci saranno in ogni caso.

Dunque, 14 anni dopo lo scioglimento dello scudocrociato, gli italiani hanno finalmente una nuova (si fa per dire) certezza: moriranno democristiani. Ma arrivati a questo punto è difficile sostenere che tra tutte le morti possibili, questa sia ancora la peggiore.