sabato 15 dicembre 2007

GOLPE ! GOLPE ! GOLPE !


lo scoop di Italia Oggi sull’incontro Violante-Mancuso suscita l’interesse di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori liberali e deputato di Forza Italia, secondo il quale “il pezzo di informazione italiana che oggi mena scandalo per i ‘contatti’ fra il capo dell’opposizione e un dirigente Rai (Agostino Saccà, autosospesosi a seguito dell’indagine riguardante anche il Cavaliere, ndr), dovrebbe però chiedere a Violante spiegazioni del suo incontro con Mancuso”. Lo “strano” incontro tra Violante e Mancuso è per Della Vedova “molto più significativo, potenzialmente, per gli equilibri politici del Paese e per i rapporti istituzionali tra poteri dello Stato: nel momento in cui, di fronte ai rapporti del capo dell’opposizione con alcuni senatori di maggioranza, Violante - ricorda il deputato di FI - chiedeva di indagare Berlusconi per corruzione incontrava a Roma il suo amico procuratore aggiunto di Napoli, che quell’indagine ha avviato”.
Non accenna all’incontro Violante-Mancuso il vicepresidente del Senato e maggiorente dell’Udc Mario Baccini, che propone una riflessione generale - forse ispirata anche dalla notizia di Italia Oggi - sui rapporti tra politica e magistratura. Baccini ammonisce che “la lotta politica non si fa a colpi di magistratura”. E rammenta il passato “in cui chi pensava di trarre vantaggio dalle inchieste degli altri, si è poi trovato a sua volta vittima dello stesso ingranaggio”. In particolare, “quando la Dc lasciò solo Craxi a difendersi dalle accuse politiche, credendo di vedersi risolto un problema politico, poi fu la volta della Dc e scomparvero entrambi i partiti. L’autonomia del potere politico - è il richiamo del vicepresidente del Senato - va difesa così come vanno difese le autonomie degli altri poteri. Le invasioni di campo solo soltanto foriere della devastazione del sistema. Ciascuno stia al suo posto”. Parole applaudite dall’azzurra Mariastella Gelmini, coordinatrice per la Lombardia di Forza Italia. Mentre dalle file dell’Unione partono reazioni sdegnate alle esternazioni di Berlusconi. Silvana Mura (Italia dei valori) lo accosta a un “capopopolo sudamericano”, per Tommaso Sodano e Rina Gagliardi (Prc) “la faccia tosta di Berlusconi non ha limiti”, Pino Sgobio (Pdci) chiede “quale dialogo si può instaurare sulle regole della democrazia con un esponente politico che continuamente insinua e intimidisce la magistratura, arrivando addirittura al punto di rovesciare completamente lo scenario? Veltroni e il Pd - è l’avvertimento del capogruppo dei Comunisti italiani alla Camera - riflettano bene!”. Sul versante del centrodestra, il leader centrista Pier Ferdinando Casini e Altero Matteoli, presidente dei senatori di An, chiedono invece a Berlusconi di suffragare con “prove” e “adeguati esposti” le “gravi” accuse ai magistrati napoletani, che avrebbero “intimidito” e “condizionato” i senatori della maggioranza orientati a votare contro la Finanziaria.