sabato 8 dicembre 2007

e se DI PIETRO, CUFFARO E LOMBARDO ....



Catania.
Antonio Di Pietro dà un'ulteriore picconata alla sua maggioranza e prepara il terreno alla «cosa bianca». In occasione della sessione di chiusura della Conferenza nazionale sulle infrastrutture, voluta in Sicilia dal presidente della Provincia etnea Raffaele Lombardo, l'ex pm si è profuso in una analisi a metà fra il tecnico e il politico che ha quasi il sapore dei lancio di una nuova formazione, la Cosa Bianca, appunto, cioè l'ipotetico partito dei moderati che non vogliono stare né con Berlusconi, né con Veltroni. Vero è che Di Pietro non ha detto una parola in merito, ma tutto il discorso fatto lasciava trasparire una forte esigenza di «terza via» centrista così esplicita da rendere inutile qualsivoglia precisazione. Del resto, la sua Italia dei valori non ha aderito al Pd e di certo non può pensare di spostarsi nel centro-destra, quindi, nella prospettiva di una legge elettorale proporzionale con sbarramento, è ovvio che si cominci a pensare a un soggetto «bianco» in grado di superare l'eventuale (anzi, più che sicura) soglia. L'affondo dell'ex pm al governo è stato duro ed è giunto in concomitanza con l'analogo attacco di Clemente Mastella, che da Bruxelles ha minacciato la crisi sul pacchetto sicurezza. Il ministro delle infrastrutture ha invece parlato apertamente di «un partito del fare contrapposto a uno del non fare» e ha paventato le dimissioni. «Ho scritto numerose lettere al ministro dell'economia e al presidente del consiglio», ha dichiarato Di Pietro, «per dire che se non si sblocca la situazione io non sono più disposto a essere ministro in una maggioranza che semplicemente non esiste più».
Per il presidente della Regione Salvatore Cuffaro, aver concluso la Conferenza nazionale sulle infrastrutture in Sicilia è un segno tangibile dell'attenzione di Di Pietro verso il Sud, «i cui problemi non sono irrisolvibili, solo abbisognano progetti seri e risorse per realizzarli».
Il presidente della Provincia di Catania ha puntato ancora una volta l'attenzione sull'esigenza per il Sud e per la Sicilia di una fiscalità diversa. «C'è bisogno di uscire dalla logica della guerriglia», ha affermato Lombardo, «noi siamo disposti a fare la nostra parte e chiediamo solo che vi sia la giusta attenzione per il Mezzogiorno e la Sicilia».